giovedì, 19 agosto 2004

Trip di mezza estate

 

Le sere passano via senza clamori eccessivi; i giorni tacciono sul malessere che attanaglia saltuariamente il mio animo; il caldo e la vita stereotipata di vacanza fanno il resto. I miei incubi peggiori sono voci dal nulla che penetrano nella mia mente e ne fuoriescono sotto forma di immagini di un passato che vorrei cancellare a tutti i costi. Darei non so cosa per acquistare una super gomma capace di eliminare imperfezioni in questa vita candida a righe spaesate. Poi ci ripenso. L’imperfezione di vedermi cambiato e la stanchezza che produco rendendo incompleti quelli che erano sogni illusori giocano un ruolo importante nel tavolo delle contropartite. Non ho bisogno di guardarmi indietro per capire cosa va rimosso poiché basta dare uno sguardo alla mia attuale crisi di identità per verificare quanto spossato sia questo desiderio di tornare quello che ero prima. Ho solo la presunta necessità di rimuovere quelle che sono paure e al tempo stesso certezze estinte: il bacio di lei dato al primo che le sia capitato frustra ancora i miei pensieri e nonostante il mio tradimento, le mie scopate toscane e le altre avventure che custodivo segretamente in me, impoverisce la mia serenità. Un bacio fottuto, misero, insulso ma che ancora, a distanza di un anno, si trova dinanzi ai miei occhi, maledettamente presente nei miei sogni notturni e nei miei viaggi verso la rabbia. Ho paura di non riuscire a distaccarmi da quei flash-back corrosivi e temo che la mia persona e il mio essere si facciano condizionare da quelle che sono solo immagini di un passato che, sinceramente, non mi appartiene più. Le di lei esortazioni a cambiare rotta esistenziale, i suoi appigli burocratici ad uno status a me indifferente, le sue lamentele continue del mio essere presente nel mondo…tutto questo, vigliacca di una donna, mi ha portato a soffrire delle cose che amavo fino a qualche tempo fa. Per questo e solo per questo non perdonerò mai il suo comportamento. Che si fotta su di una spiaggia deserta come vacua è la mia conclusione di piacere.

postato da: Luachan alle ore 23:51 | Permalink |
categoria:
sabato, 07 agosto 2004

ChiQuando

 

Mi sento sospinto dalla necessità di credere in qualcosa e non posso commentare la paura di restare ingabbiato nelle mie idee. Non si tratta di paure angosciose nell’affrontare me stesso ma semplicemente un crocevia esistenziale che mi vede esattamente posto al centro di interessi, pensieri e misfatti mentali. Mi fa paura pensare di dover per forza di cose restare avviluppato in questa condizione e spronare il mio ego a cambiare rotta. Oltre tutto le motivazioni vere sono quelle che quotidianamente affiorano nella vita di ognuno. Temo di essermi perso in una strada più lunga e larga del previsto e spero di ritrovare la via che mi riporti a casa, da Carlo. Lo vedo lì che mi attende quasi stufo di questa mia confusione mentale.

Intanto vi lascio una poesia che suggella la fine di questo ennesimo delirio:

 

Ho visto il diavolo lucidare le scarpe di un barbone

e piangere desolato di fronte ad uno specchio.

Sguardi onirici nel vicolo nudo

e lui si copre con l’ennesimo cartone

Violenza e mal d’Arabia

rattristano questo demone ormai in crisi

La sua potenza messa in discussione dall’uomo

e dio che, zitto zitto, lascia giocare le sue marionette.

postato da: Luachan alle ore 14:59 | Permalink |
categoria: