Che effetto strano mi fa il dover condividere questo dolore con la matematica certezza che tutto si trasformerà in buio totale. ..La cosa che non sopporto dell'innamoramento è che ti fa completamente uscire dalle orbite della ragione. Stai lì ore e ore, magari giorni, addirittura mesi a sperare che quella strana alchimia che parte dallo stomaco inizi a catturare piano piano il resto del corpo e dei sensi. Poi, come per incanto, succede che il giorno in cui ti accorgi di essere strafatto per una donna e di dipendere emotivamente da lei inizi a bestemmiare santi in paradiso e galeotti in terra. Nel mio caso spergiuro anche contro i vicini, contro tutti i condomini presenti in questa cooperativa. Ci sbatti la testa, anche di notte fra le coperte. Zac! All'improvviso ti viene incontro un attimo di lucidità e capisci che stai portando avanti qualcosa che non pare possa avere un futuro. E stai male, non riesci a fartene una ragione mentre pensi a quando, forte del tuo cinismo e della tua esperienza, dispensavi consigli a chi aveva il cuore se non in frantumi perlomeno pieno di crepe. E' questo che mi fa dannatamente incazzare: perchè non riesco a darmi un calcio in culo e svanire nel nulla? Questo è il vero coraggio, queste sono le tanto declamate palle da tirar fuori. O forse sto solo delirando e cercando soluzioni razionali ad un qualcosa che di razionale non ha nulla. Ho paura, è questa la realtà. Paura di rivedermi rapinato di qualcosa che sento mia ma che non lo è. Paura di dover restituire al mondo qualcosa che sento forte nella mia intimità. Chiamiamo AMORE questa sensazione di possesso e abbandono senza riconoscerci allo specchio quando, trafitti dal dolore di una cosa che lentamente svanisce, riflettiamo le nostre immagini con in bocca una sigaretta il cui fumo ci copre la vergogna. Ci verrebbe anche da supplicare come cani in agonia un po' di amore per poi dover fare i conti con la nostra dignità. Ce ne scappiamo con altre donne, immergendoci cazzo e corpo dentro di loro con la speranza che questo vanifichi la tristezza. Non ci accorgiamo, però, di continuare a fuggire senza fare i conti con quella che, con sorrisi dolci e baci dati con furbizia, è la nostra piccola rovina. Innamorarsi è divenire un pupazzo prigioniero di un teatrino che inizia a starmi stretto.